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Carlo Tommasi


Studia scenografia all'Accademia di Brera a Milano negli anni Cinquanta. Firma il primo contratto professionale nel 1960. Inizia nell'entourage del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e alcuni suoi allievi e successivamente è assistente di Ezio Frigerio.

Alterna abbastanza fortunosamente teatro di prosa con teatro di lirica, cinema e televisione. È con la crisi del cinema e della prosa che si avvicina alla lirica. Il primo allestimento che cura è il Rigoletto per la regia di Roman Polansky, al National Theater di Monaco nel 1975. Da allora in poi molti sono stati gli allestimenti a cui ha lavorato per la lirica: Tannhauser a Francoforte, mentre a La Monnaie di Bruxelles al tempo di Gerrard Mortier cura diverse opere liriche, tra cui ricordiamo: Il vascello fantasma, I racconti di Hoffmann, La piccola volpe astuta e Il Cavaliere della Rosa (quest'ultimo tra , e (quest'ultimo tra l'altro ripreso negli anni novanta in Italia e dichiarato dalla rivista Opera come il più bello spettacolo della stagione in Italia). Cura anche le scenografie per gli sceneggiati televisivi Giacomo Puccini per la regia di Sandro Bolchi e per Giuseppe Verdi di Renato per la regia di Sandro Bolchi e per di Renato Castellani, dove soltanto per gli interni servirono 256 ambienti, tra cui la Piazza della Scala di Milano che a cavallo di ferragosto fu da lui rivoluzionata per sembrare una via.

Ha collaborato all'Aida della Staatsopen di Vienna che da 25 anni viene riproposta. Un secondo Tannhauser con la regia di Kalus Michael Gruber per il Maggio Fiorentino, che venne osannato e vituperato dala critica italiana e tedesca per mesi. Ha lavorato all'Atys di Lully per l'Opéra Comique di Parigi che divenne una specie di Monumento Nazionale Francese: presentato a Tokio, Mosca, per tre volte a New York e in America Latina. Per lavorare alle opere liriche è emigrato in Europa, prima in Austria dove per 10 anni a Vienna ha visto riconosciuto il proprio talento; in seguito si è trasferito per 15 anni a Parigi dove ha lavorato per l'Opéra, per l'Opéra Comique, per Le Châtelet e per il Théâtre des Champs Elyséés e per la Comédie-Française (spettacoli di prosa).

Lavora in tutta Europa, curando vari allestimenti di Manon Lescaut, Rigoletto, Tosca, Così fan tutte, La bohème, Carmen, Ballo in maschera, La donna senz'ombra, L'incoronazione di Poppea. Ogni allestimento risulta diverso dall'altro, come scrive lo Ogni allestimento risulta diverso dall'altro, come scrive lo stesso Maestro: «Ho la fierezza di poter dire che non mi sono mai copiato, salvo che per il costume di Tosca che per me è una e una sola e per l'ultimo quadro di Manon, perché i tramonti nel deserto son tutti diversi, ma tutti uguali». Carlo Tommasi ha collaborato più volte con il regista Lutz Hochstraate.

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