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La chiesa di San Girolamo


La Chiesa di San Girolamo, rappresenta uno dei pochi esempi sopravvissuti dell'architettura sacra rinascimentale lucchese. Costruita per i Gesuati - ordine fondato dal beato Giovanni Colombini a Siena nel 1360 che si caratterizzava per una vita di rigorosa penitenza e di assistenza agli infermi - fu consacrata solennemente dal vescovo di Lucca Baldassarre Manni il 12 giugno del 1446. L'edificio originario era probabilmente costituito dall'aula centrale della chiesa attuale coperta da una travatura a capriate senza cappelle laterali, caratterizzata da forme esteriori molto semplici.

La cupola, di notevole pregio, fu costruita in una data successiva alla prima fase ma sicuramente entro la prima metà del Cinquecento. Anche se di ridotte dimensioni e alterata esteriormente dagli interventi ottocenteschi, la cupola di San Girolamo è il più antico prototipo lucchese dell'inserimento di questo elemento architettonico in un edificio sacro a pianta longitudinale. La sua edificazione a ornamento di una chiesa nata con forme modeste, testimonia la prosperità del convento che oltre a godere della protezione di alcune famiglie nobili lucchesi, si manteneva con gli introiti ricavati dalla produzione e vendita di distillati e di ricette medicamentose. Data la sua prossimità con il lato meridionale delle mura di Lucca, la cupola di San Girolamo si impose subito come elemento caratteristico della città.

La decadenza dei Gesuati dal primitivo fervore, la drastica diminuzione delle vocazioni determinarono la soppressione dell'ordine decretata da Papa Clemente IX con la bolla Romanus Pontifex del 6 dicembre 1668. Tale passaggio fu senza dubbio preparato dalla diplomazia con l'assenso della Repubblica di Lucca e degli altri Stati interessati, considerata la significativa quantità di beni e immobili posseduti dai conventi dei chierici di San Girolamo in molte città italiane. Il 17 dicembre 1670 Clemente IX affidò il convento, insieme alla maggior parte dei suoi beni e pertinenze lucchesi a monsignor Prospero Bottini. Il 2 febbraio 1671 l'Offizio delle Entrate della Repubblica di Lucca comprò da monsignor Bottini tutto il convento ad esclusione della chiesa e di poche altre stanze limitrofe con il proposito di edificarvi il nuovo teatro pubblico.

Con i soldi ricavati dalla vendita furono intrapresi una serie di lavori di restauro e abbellimento della chiesa che riguardarono la probabile costruzione delle volte di copertura, l'apposizione di stucchi dorati e la realizzazione di affreschi. La vita dell'edificio da questo periodo in poi fu animata dalla presenza di alcune associazioni religiose laicali fra cui la più importante fu la Confraternita del Riscatto dedita alla liberazione dei cristiani tratti in schiavitù dai Turchi.

Con le soppressioni napoleoniche anche San Girolamo fu indemaniata e tutti gli arredi furono venduti all'asta nel 1808. Ripristinata al culto da Maria Luisa di Borbone e affidata alle cure della risorta Confraternita della Santissima Pietà e Redenzione degli schiavi, la chiesa fu restaurata fra il 1840 ed il 1844 sotto la direzione dell'architetto Cesare Lazzarini che le dette un restyling neoclassico. Chiusa definitivamente al culto negli anni '80 del Novecento e trasformata in un magazzino, la chiesa è stata acquistata dal Comune di Lucca, restaurata ed attrezzata come spazio aggiuntivo per conferenze e spettacoli e poi data in gestione al Teatro del Giglio.

da "Le fonti documentarie e la storia della chiesa di San Girolamo" di Iacopo Lazzareschi Cervelli.

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